Il dilemma di Drizzt – Forgotten Realms

Autore: R. A. Salvatore

Casa editrice: Armenia

Data di pubblicazione: 8 gennaio 2001

Genere: Fantasy

Numero pagine: 288

Saga: Trilogia degli elfi oscuri #1

Trama
Scrittura
Personaggi

Trama

Nelle viscere della terra, ricetto dei malvagi elfi scuri, dove il buio regna sovrano e dimorano creature mostruose, vive il principe Drizzt Do’ Urden, deciso a non piegarsi agli oscuri voleri degli elfi. Quegli esseri immondi vorrebbero che il giovane principe rinunciasse alla sua integrità degradandosi al pari di tutte le creature del mondo sotterraneo. Drizzt ha dunque l’animo lacerato da un dilemma: può vivere in un mondo che rifiuta la sua probità e dove immondi esseri non gli concederanno tregua finché non avrà rinunciato alle sue nobili doti? Può fuggire da Menzoberranzan, abbandonare il sottosuolo per unirsi agli abitanti della superficie, rinnegando così per sempre l’intera sua stirpe?

Zak si ritirò nella tranquillità della sua stanza privata. La porta della camera si chiuse dietro al maestro d’armi con un tonfo talmente definitivo, da far sì che Zak si volgesse per fissarne la squallida pietra.
«Allora vai, Drizzt Do’Urden» sussurrò piano, pieno di rammarico. «Vai all’Accademia e impara chi sei veramente.»

Il dilemma di Drizzt

Recensione

Su Audible è uscita la serie di Drizzt Do’urden e ho deciso di riprenderla; ricomincio da capo per vedere quanto ricordo e se le sensazioni che mi dava sono rimaste le stesse.

Beh… il fatto che Drizzt sia un Gary Stu viene detto fin da subito, quindi non è nemmeno una caratteristica che viene solo percepita, ti sbattono in faccia che per lui è tutto facile, ha un talento naturale anche nella magia! E si sceglie due scimitarre. Perché se vuoi creare un personaggio edgy che farà venire voglia a ogni lettore di giocare il ranger, devi esagerare.
È un personaggio fatto per essere forte e imbattibile, infatti Salvatore gioca molto più sulla questione del suo dilemma morale: un personaggio fortissimo ma che non accetta le regole del suo popolo, fondamentalmente malvagio, e da qui nasce la storia, in un contesto volto a farti capire il contrasto fra la sua indole e la società. Tutto questo non sarebbe avvenuto se non ci fosse stata la figura del mentore Zack, che è simile al nostro protagonista pur avendo fatto scelte diverse.


È un libro interessante per come cerca di dosare le scene d’azione con i dialoghi e le descrizioni che servono per farti conoscere l’ambientazione. Anche se non avete mai giocato a Dungeons & Dragons o Forgotten Realms la storia funziona, e in realtà funzionerebbe anche se si svolgesse in un altro contesto, perché le tematiche e i personaggi restano indipendenti dalla base data dal gioco di ruolo.
Non mi sento di consigliare a chiunque questa saga, perché potrebbe piacere molto a chi ha giocato ai giochi sopracitati, ma a chi cerca un fantasy più corposo e da scoprire a ogni pagina potrebbe risultare eccessivamente lineare e superficiale.


È una saga piacevole che non si basa sull’idea del dover portare avanti una storia per forza enorme. È divisa in trilogie, quindi si sa che l’inizio e la fine saranno in tre libri, senza mai veramente temere per il protagonista, che sarà sempre a rischio ma mai in vero pericolo di morte; l’autore ci abitua fin da subito, facendoci capire che Drizzt è il migliore nel suo campo. Nei libri successivi appariranno personaggi che potrebbero sembrare in grado di affrontarlo e tenergli testa, ma lui resta il protagonista e senza di lui non si va da nessuna parte.


È divertente leggere le saghe di Salvatore, ma penso che questa, per quanto possa piacere a tanti (compreso me), non è quella che mostra al meglio la grande capacità dell’autore di creare storie originali, cosa che invece accade nella serie del Demone… Ma ve ne parlerò un altro giorno, magari.
La caratterizzazione dei personaggi è buona, funzionano ma devo dire che il loro sviluppo sembra seguire un binario già preimpostato, invece di creare qualcosa di nuovo e originale.


Adoro i Drow, però questa storia non mi ha dato grosse sorprese, si resta abbastanza sulla superficie della loro società e delle loro dinamiche.
Si sperimenta un’esplorazione più interessante leggendo “Le guerre della regina ragno“, stessa ambientazione ma idee e contesto molto diversi.
Un libro consigliato, ma da prendere con leggerezza (e un fazzoletto, che potrebbe servirvi alla fine.)